mercoledì 2 marzo 2011

LA TARTARUGA E LE RONDINI

C'era una volta una tartaruga. Ormai aveva accumulato tanti anni sulle spalle, anzi sul guscio. Era scaltra: governava il piccolo villaggio, in realtà senza dare troppi scossoni e curando esclusivamente il proprio benessere del momento. In più, aveva preso l'abitudine di rintanarsi, ogni volta che si sentiva minacciata. Altro che "comfort bubble", come la chiamano gli amici d'oltreoceano: un bel guscio durissimo, reso ancora più resistente dagli anni. Novità in vista? Lei si richiudeva in se stessa, di se stessa si interessava, di null'altro le importava. Però, un punto debole lo aveva anche lei. Le piaceva godere della ammirazione e della piaggeria degli altri animaletti del bosco. Si faceva forte solo coi deboli, quando era sicura di non aver nulla da perdere. Andava in brodo di giuggiole quando qualcuno la lusingava, quando le si diceva che non dimostrava i suoi anni, che il guscio era sempre lucido, che lei, meravigliosa creatura, aveva un incedere elegante e regale. Le piaceva sentirsi ammirata. E' vero, non faceva nulla di costruttivo, ma chissà quale saggezza si nascondeva dietro di lei, che era riuscita a campare così a lungo, mantenendo con tenacia ogni più piccolo privilegio, conseguito nel tempo.
Ma venne un giorno, in cui il cielo si oscurò. Una grande nube coprì quasi completamente la luce del sole. Guardando meglio, si potevano distinguere le rondini in volo. Stavano arrivando: erano giovani, avevano voglia di costruire, tutte portavano qualche filo di paglia nel becco. Erano intenzionate a metter su casa, forse a fondare una comunità nuova, vivace, attiva e solidale. Certo, qualche rondine sembrava un po' provata dal volo; addirittura qualcuna, stremata dal viaggio e indebolita dallo sforzo, non ce l'aveva fatta. Ma la nube procedeva, inesorabile. Fu così che una nuova ventata di gioventù si abbattè sul piccolo villaggio nel bosco, dove gli animaletti, intorpiditi, avevano creduto che la legge della tartaruga fosse vincente. Ora tutto era sconvolto. Il cambiamento era arrivato e non lo si poteva più ignorare. Fu a questo punto che la tartaruga, egoista, pigra e indolente ma attenta e furba nel capire quando la pacchia ormai è finita e il pericolo di perdere il guscio di protezione è ormai imminente, in un ultimo slancio di attaccamento, tenace e quasi perverso, se ne uscì a salutare le rondini. "Vi aspettavo! Sono sempre stata dalla vostra parte" - gridò nella loro direzione, con quella sfrontatezza di chi ha l'abitudine di saltare sul carro del vincitore, senza ormai provarne più vergogna. Ma quelle avevano altro da fare: proprio non valeva la pena di badare a una tartaruga incartapecorita e passarono oltre. C'era tanto da ricostruire...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi piace!!!!
Tuttavia cose sono state fatte: vantaggi per i soliti noti, vero, ma alcune cose sono state fatte...gli Altri anni e anni senza fare nulla!!!
Mai seriamente avviare le quattro politiche per crescere

1)Creazione di un ambiente favorevole alle operazioni dell’impresa privata

2)Investimenti del governo in beni pubblici

3)Incentivi fiscali per promuovere il risparmio e gl’investimenti

4)Contenimento del disavanzo del bilancio pubblico

CS

Loretta Bert ha detto...

Mi piacciono le favole e mi piace anche non dare spiegazioni sulla chiave di lettura da utilizzare. Ognuno può leggerci quello che vuole. Quello che mi stavo domandando è: "Voglio essere tartaruga, rondine o animaletto del bosco?". No, la tartaruga no, ne sono sicura. Adesso non resta che chiedersi: animaletto o rondine? Attenzione, qualche rondine, nella favola, stremata dallo sforzo, non ce l'ha fatta. E' la nube ad avanzare inesorabile!

Eppure, un pochino rondine vorrei essere anch'io, anche se non sono più giovane, anche se non ce la potrò fare fino in fondo, anche se altri arriveranno a destinazione. Volare, però, volare alto nel cielo non ha prezzo! Grazie del commento, carissimo Anonimo.